XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA 23 AGOSTO 2009
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B)

LITURGIA DELLA PAROLA

Antifona d’ingresso
Tendi l’orecchio, Signore, rispondimi:
mio Dio, salva il tuo servo che confida in te:
abbi pietà di me, Signore;
tutto il giorno a te io levo il mio grido.
Colletta
O Dio, che unisci in un solo volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Dio nostra salvezza,
che in Cristo tua parola eterna
ci dai la rivelazione piena del tuo amore,
guida con la luce dello Spirito
questa santa assemblea del tuo popolo,
perché nessuna parola umana ci allontani da te
unica fonte di verità e di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA
Gs 24,1-2.15-17.18
Dal libro di Giosuè

In quei giorni, Giosuè radunò tutte le tribù d’Israele a Sichem e convocò gli anziani d’Israele, i capi, i giudici e gli scribi, ed essi si presentarono davanti a Dio.
Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrèi, nel cui territorio abitate. Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore».
Il popolo rispose: «Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! Poiché è il Signore, nostro Dio, che ha fatto salire noi e i padri nostri dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; egli ha compiuto quei grandi segni dinanzi ai nostri occhi e ci ha custodito per tutto il cammino che abbiamo percorso e in mezzo a tutti i popoli fra i quali siamo passati. Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio».

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal  33
Gustate e vedete com’è buono il Signore.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.

Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.
Custodisce tutte le sue ossa:
neppure uno sarà spezzato.

Il male fa morire il malvagio
e chi odia il giusto sarà condannato.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia.

SECONDA LETTURA
Ef 5,21-32
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto.
E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo.
Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne.
Questo mistero è grande: io lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa!

Parola di Dio

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.

VANGELO
Gv 6,51-58
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, molti dei discepoli di Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?».
Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono».
Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre».
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

Parola del Signore

BREVE RIFLESSIONE PERSONALE:

Il brano evangelico di questa domenica è la conclusione del capitolo sei di San Giovanni che ci ha accompagnato nelle scorse settimane.
Ricolleghiamoci un attimo ad una frase della scorsa settimana, per comprendere meglio  il passo che ci è proposto oggi: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui.».
Gesù con questa affermazione non si riferisce solo al dono dell’Eucarestia, ma intende anche che dobbiamo seguire il Suo comportamento nella nostra vita per rimanere in Lui.

Cosa faceva il Signore di particolare? Amava ogni uomo ed ogni donna senza pregiudizi, mangiava con i peccatori, parlava tranquillamente con le prostitute. Insomma, Gesù ama ciascuno di noi per quello che siamo, con le nostre mancanze, limiti e debolezze, tra i suoi discepoli c’era addirittura Matteo un pubblicano(che equivale ad un nostro esattore delle tasse), sicuramente non molto ben voluto dalla gente del tempo.

Il Vangelo di oggi ci presenta una situazione non molto bella: alcune persone che seguivano il Signore si lamentano perché sostengono che i Suoi insegnamenti uniti al Suo modo di vivere sono pesanti. Umanamente aiutare il prossimo gratuitamente e amarlo senza condizionamenti non è facile. Gesù risponde molto chiaramente: le mie parole sono  parole di vita se le ascoltate e le mettete in pratica avrete la gioia vera e una vita senza fine.
Nonostante questo, molti, ci dice il Vangelo non se la sono sentita di continuare a seguirlo probabilmente troppo legati ai ritmi e ai comportamenti della vita terrena.

«Volete andarvene anche voi?». Questa domanda a bruciapelo di Gesù ha per me una potenza veramente notevole e ogni volta mi manda in crisi: è facile dire il Signore per me è tutto, ma poi quante volte in realtà nei momenti difficili e di debolezza, abbiamo la tentazione di “andarcene” anche noi?  Subito dopo ci rendiamo conto che Pietro ha ragione:  «Signore, da chi andremo? Per ritrovare la nostra serenità dobbiamo inevitabilmente affidarci a Lui!
Facciamo nostre perciò le parole di Simon Pietro: «Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».

BUONA SETTIMANA

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