XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA 5 OTTOBRE 2008
 
XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
 
 
LITURGIA DELLA PAROLA
 
Antifona d’ingresso
Tutte le cose sono in tuo potere, Signore,
e nessuno può resistere al tuo volere.
Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la terra
e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse;
tu sei il Signore di tutto l’universo.
Colletta
O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
al di là di ogni desiderio e di ogni merito,
effondi su di noi la tua misericordia:
perdona ciò che la coscienza teme
e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
Padre giusto e misericordioso,
che vegli incessantemente sulla tua Chiesa,
non abbandonare la vigna che la tua destra ha piantato:
continua a coltivarla
e ad arricchirla di scelti germogli,
perché innestata in Cristo, vera vite,
porti frutti abbondanti di vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA
Is 5,1-7
Dal libro del profeta Isaia

 

Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna
sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta
e verrà calpestata.
La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa d’Israele;
gli abitanti di Giuda
sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.

Parola di Dio
 

Salmo responsoriale
Sal 79
 
La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.
 

SECONDA LETTURA
Fil 4,6-9
 
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!

Parola di Dio.
 

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Alleluia
.

VANGELO
Mt 21,33-43
 
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo.
Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Parola del Signore.
 
   BREVE RIFLESSIONE PERSONALE:

Gesù continua a parlare ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo.  Ribadisce come domenica scorsa che non sono coloro che si sentono apposto con la coscienza, perché magari conoscono bene la Bibbia o perché non saltano mai la Messa domenicale, quelli che hanno il regno di Dio assicurato. Spesso noi ci comportiamo  proprio come i vignaioli della parabola: crediamo di meritarci la vita eterna, ci sentiamo privilegiati e quel che è peggio, abbiamo la presunzione di voler escludere altre persone perché magari hanno sbagliato. Guardiamo la pagliuzza nell’occhio del nostro fratello, condannandolo, senza concedergli nessuna possibilità di rimediare, e, magari non facciamo caso alla trave presente nel nostro. C’è ancora una cosa peggiore che ci capita di fare: nel momento in cui ci accorgiamo di aver commesso un errore, la prima cosa che facciamo, e quella di trovarci una giustificazione, per non sentirci in colpa, mentre invece davanti allo sbaglio, magari anche minimo degli altri, diventiamo giudici inflessibili che condannano senza pietà. Sappiamo bene, e letture di queste domeniche ce lo insegnano, che Dio non ragiona così ma esattamente al contrario. Ribadisco, menomale che è così…!
Due ultime considerazioni rapidissime. il brano del profeta Isaia si conclude così:
“Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi”.

Dio si aspetta da noi giustizia e rettitudine, mi chiedo: siamo in grado di accontentarlo?

San Paolo scrive: “Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!”.
Questo invito lo sento molto mio: Spesso leggo la Parola del Signore e la commento in questo blog da quasi 2 mesi, ma mi rendo conto che mi capita di capire il messaggio, ma di metterlo in pratica con difficoltà.

 

 
 

 Ricordo che da questa domenica a Sabato 11 ottobre, si terrà l’interessante iniziativa

“LA BIBBIA GIORNO E NOTTE”. Sarà possibile seguire per intero l’evento sul canale 806 della piattaforma SKY.

  Domenica dalle ore 9.25, sarà possibile seguire in diretta su queste pagine L’APERTURA XII ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA DEL SINODO DEI VESCOVI dalla Basilica di San Paolo fuori le Mura e L’ANGELUS DEL SANTO PADRE.

A Sabato prossimo!!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.