XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

DOMENICA 16 OTTOBRE 2011
XXIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

LITURGIA DELLA PAROLA

Antifona d’ingresso
Io t’invoco, mio Dio: dammi risposta,
rivolgi a me l’orecchio e ascolta la mia preghiera.
Custodiscimi, o Signore, come la pupilla degli occhi,
proteggimi all’ombra delle tue ali
Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
crea in noi un cuore generoso e fedele,
perché possiamo sempre servirti con lealtà
e purezza di spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Padre, a te obbedisce ogni creatura
nel misterioso intrecciarsi
delle libere volontà degli uomini;
fa’ che nessuno di noi abusi del suo potere,
ma ogni autorità serva al bene di tutti,
secondo lo Spirito e la parola del tuo Figlio,
e l’umanità intera riconosca te solo come unico Dio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA
Is 45,1.4-6
Dal libro del profeta Isaìa

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro:
«Io l’ho preso per la destra,
per abbattere davanti a lui le nazioni,
per sciogliere le cinture ai fianchi dei re,
per aprire davanti a lui i battenti delle porte
e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo,
e d’Israele, mio eletto,
io ti ho chiamato per nome,
ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca.
Io sono il Signore e non c’è alcun altro,
fuori di me non c’è dio;
ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci,
perché sappiano dall’oriente e dall’occidente
che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 95
Grande è il Signore e degno di ogni lode.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.

Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dèi.
Tutti gli dèi dei popoli sono un nulla,
il Signore invece ha fatto i cieli.

Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri.

Prostratevi al Signore nel suo atrio santo.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine.

SECONDA LETTURA
1Ts 1,1-5
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicési che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace.
Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l’operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro.
Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione.

Parola di Dio

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Alleluia.

VANGELO
Mt 22,15-21
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi.
Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?».
Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare».
Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Parola del Signore

BREVE RIFLESSIONE PERSONALE:

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Vediamo in che contesto si trova il brano del Vangelo che ci viene proposto in questa XXIX Domenica del Tempo Ordinario.
Gesù giunge dalla Galilea per la festa annuale della Pasqua a Gerusalemme. Entrando in città è acclamato dalla gente. Entra subito nel tempio da dove caccia i venditori. Anche se risiede a Gerusalemme, Gesù passa le notti fuori dalla città e ritorna poi al mattino. La situazione è molto tesa. A Gerusalemme nella discussione con le autorità, i capi dei sacerdoti, gli anziani e i farisei, Gesù esprime il suo pensiero in parabole. Vorrebbero prenderlo, ma hanno paura. Il Vangelo di questa domenica sul tributo a Cesare si colloca in questo insieme di conflitti di Gesù con le autorità.
Matteo rivolge il  suo Vangelo alle comunità della Siria e della Palestrina, anche queste prime comunità cristiane erano interrogate dalle autorità e dai pagani a cui dava fastidio la loro testimonianza. Leggendo che anche Gesù era in conflitto con le autorità si sentivano confortati e invogliati a proseguire.
«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».
Noi cristiani di oggi forse ci siamo un po’ dimenticati della seconda parte di questa esortazione del Signore. Abbiamo ridotto la nostra fede a un fatto principalmente privato che ritroviamo nella nostra preghiera personale e nelle attività ecclesiali a cui partecipiamo, ma nella nostra quotidianità quando parliamo di Dio? Cristo ci ha chiesto di essere sui testimoni, ma è difficile esserlo realmente soprattutto nelle situazione scomode in cui magari siamo criticati o derisi a causa della nostra fede. Proprio in queste circostanze poco simpatiche siamo chiamati a mettere alla prova il nostro credere in Gesù Cristo, perché se davvero siamo convinti che Lui può donarci il dono in assoluto più bello e più grande: la Salvezza, allora dobbiamo urlarlo “ai quattro venti”, non tenerlo solo per noi!

Ricordo che è sempre disponibile “L’angolo della preghiera“.

BUONA SETTIMANA A TUTTI!!!

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