XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA 11 LUGLIO 2010
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

LITURGIA DELLA PAROLA

Antifona d’ingresso
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza.
Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
Padre misericordioso,
che nel comandamento dell’amore
hai posto il compendio e l’anima di tutta la legge,
donaci un cuore attento e generoso
verso le sofferenze e le miserie dei fratelli,
per essere simili a Cristo,
buon samaritano del mondo.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA
Dt 30,10-14
Dal libro del Deuteronòmio

Mosè parlò al popolo dicendo:
«Obbedirai alla voce del Signore, tuo Dio, osservando i suoi comandi e i suoi decreti, scritti in questo libro della legge, e ti convertirai al Signore, tuo Dio, con tutto il cuore e con tutta l’anima.
Questo comando che oggi ti ordino non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: “Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Non è di là dal mare, perché tu dica: “Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?”. Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica».

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 18
I precetti del Signore fanno gioire il cuore.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice.

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.

Più preziosi dell’oro,
di molto oro fino,
più dolci del miele
e di un favo stillante.

SECONDA LETTURA
Col 1,15-20
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossèsi

Cristo Gesù è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

Parola di Dio

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita;
tu hai parole di vita eterna.
Alleluia.

VANGELO
Lc 10,25-37
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così».

Parola del Signore

BREVE RIFLESSIONE PERSONALE:

La parabola del “Buon Samaritano”, la conosciamo tutti molto bene. Sicuramente l’abbiamo analizzata più volte. Quello che vorrei fare oggi, invece, è cercare di rendere attuale la vicenda. Spesso vediamo il Vangelo come un bellissimo messaggio, ma lo consideriamo lontano dal nostro vivere quotidiano. Vi propongo una storiella che secondo me può aiutarci a comprendere che la Parola del Signore è più che mai attuale e deve metterci in discussione ogni giorno.

LA CIVETTA IN AUTOSTRADA

Non gli era mai successo di trovarsi solo, di notte, con il motore guasto in autostrada dove, di solito, la gente non si ferma. E perché dovrebbe fermarsi? Ci sono apposta le colonnine di SOS. Non è neanche omissione di soccorso, perché il soccorso c’è, ciascuno si arrangi a raggiungerlo con le sue gambe, se le ha buone, e se non le ha buone, si arrangi in altro modo, fatti suoi, e se, come quella notte, piove, apra l’ombrello; e, se non ha l’ombrello, peggio per lui che l’ha dimenticato, un’altra volta se ne ricorderà.
Non gli era mai successo. Aveva visto altri in panne: qualche volta si era fermato, più spesso aveva tirato diritto, con la scusa del soccorso di Stato (o dellAci), augurando che la colonnina non fosse troppo lontana e che funzionasse.
Adesso che era capitato a lui, quell’augurio così poco costoso – se mai qualcuno, passando rapido, gliel’avesse fatto – gli pareva una beffa, e la colonnina, sotto la pioggia, la immaginava lontanissima . (E chissà se funzionava!)
Scese dall’auto e, riparandosi alla meglio con un impermeabile, cominciò a fare segni disperati.
Passò un alto dirigente e quasi si infastidì. Perché la gente doveva mettersi per strada col motore in disordine? Se uno viaggia con la macchina vecchia porti un meccanico con sé e non infastidisca il prossimo! Si prende apposta l’autostrada per far presto. Se si dovesse fare i soccorritori tanto varrebbe prendere le vie ordinarie, e si risparmierebbe pure il pedaggio. Pigiò l’acceleratore e si allontanò rapidamente.
Passò un ricco signore con una macchina riccamente accessoriata, dal radiotelefono al frigobar. Aveva anche l’autista, un accessorio in più che utilizzava nei viaggi brevi, più per rappresentanza e per prestigio che per necessità, perché di guidare era capace anche lui. «Ci fermiamo?» domandò l’uomo al volante.
«Figurarsi! Con tutti i drogati, emigrati, zingari, delinquenti che ci sono in giro… Tira, tira diritto!».
E l’autista tirò diritto.
Passò un politico e fece subito il suo calcolo. Fermarsi, un uomo importante come lui, certo era bello e forse gli avrebbe fruttato qualche voto. Però era atteso ad una cerimonia e arrivare in ritardo era brutto e gli sarebbe costato più voti di quanti ne avrebbe potuto guadagnare. Affare in perdita: non conveniva.
Passò un prete. Si fece un rapido ripasso della morale e del Vangelo; e sì, stando a quello che c’era scritto, avrebbe proprio dovuto fermarsi. Ma pensò ai suoi fedeli che l’aspettavano in chiesa… Non conveniva farli attendere, e le riflessioni sulla carità le riservò per l’omelia che avrebbe fatto di li a poco, puntualmente.
Le macchine continuavano a passare, la pioggia seguitava a cadere, l’uomo seguitava a fare gesti inutili. E gli montò dentro una gran collera. Possibile che neanche un cane, un gatto o nessun altro si fermasse? Già la gente aveva altro da fare e da pensare. Proveniva da Roma, aveva costeggiato piazza del Popolo piena di scalmanati bianchi, neri, gialli, rossi e di tutti i colori: insieme là a gridare e a cantare, a sprecare tempo per difendere quegli scalzacani di immigrati che venivano qui, a rubare pane e lavoro; come se l’Italia fosse un istituto di beneficenza e non avesse abbastanza problemi per suo conto, da doversi inguaiare con i problemi degli altri… Le macchine seguitavano a passare, la pioggia seguitava a cadere; e neanche un cane che si fermasse: un cane, un gatto, un animale qualsiasi… Quasi evocato dalla sua esasperazione, da un albero calò, amichevole, il chiu-chiu della civetta.
L’uomo sibilò una bestemmia che solcò il cielo a razzo, diretta verso Dio che non centrava niente per ricadere sulla bestia che non centrava niente neanche lei. Subito dopo, abbassando il tiro, da Dio nell’alto dei cieli, all’animale nell’alto dell’albero, bofonchiò: «Uccellaccio del malaugurio!».
Aveva appena emesso l’imprecazione che si fermò un’auto. Era una macchina scalcagnata; e ne discese un uomo malvestito e con un viso nero che, nella notte, quasi non si vedeva.
«Posso aiutare?» e, nel suo italiano un po’ stentato, lo invitò a salire, scusandosi per la povertà del mezzo. «È un’auto rimediata. Di solito, noi immigrati facciamo l’autostop» disse, scherzando bonariamente sulla propria miseria.
Lo portò alla colonnina di soccorso, che funzionava! Lo riportò alla macchina in avaria, in attesa del carro-attrezzi.
Dall’albero, amichevole, ricantò la civetta: «Chiuchiu». L’uomo nero guardò in alto (e si videro, nel nero della notte e della pelle, i denti bianchi del sorriso).
«Buona bestia» esclamò. «Buona bestia. Porta bene!».

Cfr. R. TONELLI, Per una pastorale giovanile al servizio della vita e della speranza. Educazione alla fede e animazione. Elle Di Ci Leumann (To) 2002.

 

Da 100 settimane vi propongo le mie riflessioni personali in queste pagine. Considero questo un grande ed importante traguardo, che mi spinge a continuare. Sono consapevole che a volte le mie parole possono risultare povere di contenuto, cercherò di migliorare. Spero però che si possa scorgere in ciò che scrivo il sincero amore che mi lega al buon Dio. Desiderio condividere con voi ciò che la Parola del Signore mi trasmette. Grazie per la vostra importante presenza, è grazie a voi se continuo con entusiasmo!


BUONA SETTIMANA A TUTTI!

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