II DOMENICA DOPO NATALE

DOMENICA 4 GENNAIO 2009
  II DOMENICA DOPO NATALE

LITURGIA DELLA PAROLA
 
Antifona d’ingresso
Nel quieto silenzio che avvolgeva ogni cosa,
mentre la notte giungeva a metà del suo corso,
il tuo Verbo onnipotente, o Signore,
è sceso dal cielo, dal trono regale.
Colletta
Dio onnipotente ed eterno, luce dei credenti,
riempi della tua gloria il mondo intero,
e rivelati a tutti i popoli
nello splendore della tua verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
Padre di eterna gloria,
che nel tuo unico Figlio ci hai scelti e amati
prima della creazione del mondo
e in lui, sapienza incarnata,
sei venuto a piantare in mezzo a noi la tua tenda,
illuminaci con il tuo Spirito,
perché accogliendo il mistero del tuo amore,
pregustiamo la gioia che ci attende,
come figli ed eredi del regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

 
PRIMA LETTURA
Sir 24,1-4.12-16
Dal libro del Siràcide

La sapienza fa il proprio elogio,
in Dio trova il proprio vanto,
in mezzo al suo popolo proclama la sua gloria.
Nell’assemblea dell’Altissimo apre la bocca,
dinanzi alle sue schiere proclama la sua gloria,
in mezzo al suo popolo viene esaltata,
nella santa assemblea viene ammirata,
nella moltitudine degli eletti trova la sua lode
e tra i benedetti è benedetta, mentre dice:
«Allora il creatore dell’universo mi diede un ordine,
colui che mi ha creato mi fece piantare la tenda
e mi disse: “Fissa la tenda in Giacobbe
e prendi eredità in Israele,
affonda le tue radici tra i miei eletti” .
Prima dei secoli, fin dal principio, egli mi ha creato,
per tutta l’eternità non verrò meno.
Nella tenda santa davanti a lui ho officiato
e così mi sono stabilita in Sion.
Nella città che egli ama mi ha fatto abitare
e in Gerusalemme è il mio potere.
Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso,
nella porzione del Signore è la mia eredità,
nell’assemblea dei santi ho preso dimora.

Parola di Dio

 

 Salmo responsoriale
Sal 147
Il Verbo si è fatto carne e ha posto la sua dimora in mezzo a noi.

 Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

Annuncia a Giacobbe la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

SECONDA LETTURA
Ef 1,3-6.15-18
Dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d’amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
Perciò anch’io , avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, continuamente rendo grazie per voi ricordandovi nelle mie preghiere, affinché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.

Parola di Dio

 

Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Gloria a te, o Cristo, annunziato a tutte le genti;
gloria a te, o Cristo, creduto nel mondo.
Alleluia.
 
VANGELO
Gv 1,1-18
Dal Vangelo secondo Giovanni

In principio era il Verbo,
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio.
Egli era, in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l’hanno vinta.
Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto
ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome,
i quali, non da sangue
né da volere di carne
né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne
e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria,
gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre,
pieno di grazia e di verità.
Giovanni gli dà testimonianza e proclama:
«Era di lui che io dissi:
Colui che viene dopo di me
è avanti a me,
perché era prima di me».
Dalla sua pienezza
noi tutti abbiamo ricevuto:
grazia su grazia.
Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
Dio, nessuno lo ha mai visto:
il Figlio unigenito, che è Dio
ed è nel seno del Padre,
è lui che lo ha rivelato.

Parola del Signore

 

   BREVE RIFLESSIONE PERSONALE:

 

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo”.


La domanda su cui vi invito a riflettere oggi è questa: “Se Gesù è appunto (come ci dice l’evangelista Giovanni), la luce  che illumina ogni uomo, perché allora ci sono persone che sostengono che Dio non esiste?”
Per cercare di dare una risposta a questa difficile , ma affascinante domanda, vi propongo un brevissimo stralcio della mia tesi, con la speranza che vi possa interessare.

Il cuore umano, ha dentro di sé una sete enorme di infinito, il pensiero filosofico, ce lo descrive, ma a questo punto sorge legittima una domanda: come mai accade, se è naturale per l’uomo conoscere che Dio esiste, che della gente dica che Dio non esiste?
Possiamo tentare di dare una risposta in due modi. La prima, Aristotele scriveva che il nostro intelletto sta alla verità, come gli occhi del gufo stanno alla luce del sole. Non è che la verità sia confusa o la luce del sole non sia lucente, ma è il mezzo di conoscenza che noi abbiamo che è un po’ debole, è in adeguato alla luminosità. Sant’Anselmo aggiunge: “oltre all’abisso tra la mia finitezza e la Tua infinitezza, c’è un altro aspetto: l’anima mia è affumicata dal peccato”
Quindi io non vedo Dio, io trovo Dio, ma proprio perché Dio è così grande devo lavorarci attorno per capirlo, questo è faticoso e ci possono essere degli errori.
La seconda risposta è questa: nel dire esiste Dio, non entra in gioco soltanto la ragione, ma c’è una relazione, tra me e Lui, che determina il mio comportamento. Per esempio: se io faccio volentieri una cosa sbagliata e scopro che esiste Dio, devo smettere di farla e questo non è facile. Cioè, la questione interroga, la mia libertà, non solo la mia ragione. La libertà ha un gioco immenso e per comodità, può indurre ad errore.  (…)
(…)Per concludere questa parte antropologica, mi piace citare alcune righe del testo di Pazzini intitolato “Il tesoro e la creta” che mi hanno particolarmente colpito e che secondo me rappresentano una breve sintesi, ma molto incisiva, del discorso svolto fino ad ora.
“…È bene ricordare che proprio la persistenza del vuoto stesso ci segnala che il nostro cuore è sempre più grande delle cose e delle persone con cui cerchiamo di rispondere alla fame che ci sentiamo dentro, e che se c’è una risposta vera e definitiva a tale fame, questa risposta non può essere che Dio.
Il che non porta a lasciare per sempre cose e persone. Alcuni fanno queste scelte nella vita eremitica e nella clausura, e la loro scelta è illustrazione vivente della verità di quanto appena affermato. Ma per i più si tratta di imparare a convivere con il vuoto, il che vuol dire almeno due cose: in primo luogo, non cadere nell’illusione che possa venire dalle cose o dalle persone una risposta pienamente appagante ai nostri bisogni, o che noi si possa essere questa risposta per gli altri; secondo trasformare il vuoto in capacità di accoglienza”.

(Dalla Tesi: “L’annuncio ai giovani. Per una catechesi che introduce alla dimensione spirituale”).

RCORDO CHE MARTEDI’ 6 GENNAIO

DALLE ORE 10

SARA’ POSSIBILE SEGUIRE IN DIRETTA

Nella Solennità dell’Epifania del Signore,SANTA MESSA. Presiede il Santo Padre BENEDETTO XVI e la Recita Dell’ANGELUS.

 BUONA SETTIMANA!

 

Una risposta a “II DOMENICA DOPO NATALE”

  1. Queste persone affermano che Dio non esiste perchè non hanno mai dovuto affrontare nessuna difficoltà; tale condizione non può durare in eterno quindi anche loro potranno godere dell’aiuto di questa luce rassicurante ed inestinguibile.

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