II DOMENICA DI QUARESIMA

DOMENICA 8 MARZO 2009
II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)


LITURGIA DELLA PAROLA

Antifona d’ingresso
Di te dice il mio cuore: “Cercate il suo volto”.
Il tuo volto io cerco, o Signore.
Non nascondermi il tuo volto.

Oppure:
Ricorda, Signore, il tuo amore e la tua bontà,
le tue misericordie che sono da sempre.
Non trionfino su di noi i nostri nemici;
libera il tuo popolo, Signore,
da tutte le sue angosce.
Colletta
O Padre, che ci chiami
ad ascoltare il tuo amato Figlio,
nutri la nostra fede con la tua parola
e purifica gli occhi del nostro spirito,
perché possiamo godere la visione della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA
Gen 22,1-2.9.10-13.15-18

Dal libro della Gènesi

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».
Così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l’altare, collocò la legna. Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio. Ma l’angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: «Abramo, Abramo!». Rispose: «Eccomi!». L’angelo disse: «Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli niente! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unigenito».
Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete, impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l’ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
L’angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta e disse: «Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non hai risparmiato tuo figlio, il tuo unigenito, io ti colmerò di benedizioni e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici. Si diranno benedette nella tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce».

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 115
Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.

Ho creduto anche quando dicevo:
«Sono troppo infelice».
Agli occhi del Signore è preziosa
la morte dei suoi fedeli.

Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme.

SECONDA LETTURA
Rm 8,31-34
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerà forse ogni cosa insieme a lui?
Chi muoverà accuse contro coloro che Dio ha scelto? Dio è colui che giustifica! Chi condannerà? Cristo Gesù è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi!

Parola di Dio

Canto al Vangelo
Lode e onore a te, Signore Gesù!
Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!».
Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO
Mc 9,2-10
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli.
Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.
Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.

Parola del Signore

BREVE RIFLESSIONE PERSONALE:

La trasfigurazione occupava un posto importante nella vita e nell’insegnamento della Chiesa primitiva. Ne sono testimonianze le narrazioni dettagliate dei Vangeli e il riferimento presente nella seconda lettera di Pietro (2Pt 1,16-18).
I tre discepoli hanno avuto la possibilità di vedere la divinità di Gesù davanti ai loro occhi e hanno avuto due reazioni: Paura, ma nello stesso tempo il desiderio, che quella situazione che avevano il privilegio di vivere, non finisse mai.
Erano spaventati: Aristotele scriveva che il nostro intelletto sta alla verità, come gli occhi del gufo stanno alla luce del sole. Non è che la verità sia confusa o la luce del sole non sia lucente, ma è il mezzo di conoscenza che noi abbiamo che è un po’ debole, è in adeguato alla luminosità. Quindi la paura che Pietro, Giacomo e Giovanni, davanti ad un evento così straordinario è assolutamente  normale.
Hanno la fortuna di vedere il Maestro trasfigurato davanti a loro. Nonostante lo spavento, sono talmente colpiti da quel momento che vorrebbero addirittura costruire  tre capanne per avere la possibilità continuare a vivere quel momento così intenso e particolare, che vuole celebrare la gloria di Gesù prima della sua Passione.
I tre discepoli pur avendo avuto questo grande privilegio,  nei momenti critici della crocifissione, hanno dubitato di Gesù e della sua divinità(basta pensare al tradimento di Pietro). A questo proposito, mi capita spesso di sentire la frase: “Io crederò in Dio quando lo vedrò qui davanti a me!” L’esperienza dell’apostolo Pietro ci dimostra che non è così: ha vissuto con Gesù a strettissimo contatto per anni, l’ha addirittura visto trasfigurato, ma quando è venuto il momento di lasciare spazio alla fede, ha avuto dubbi. Se Dio si manifestasse che senso avrebbe la nostra fede?
Molti teologi vedono in questo brano del Vangelo una sorta di anticipazione del paradiso: il momento in cui saremo davanti a Dio e vivremo finalmente nella Sua Gloria per l’eternità. Anche durante la nostra vita terrena abbiamo la possibilità di assaporare delle anticipazioni di paradiso: ogni giorno viviamo dei momenti meravigliosi insieme alle persone che amiamo, che spesso non consideriamo nemmeno, troppo presi dalle nostre preoccupazioni. Dice un proverbio: “Fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”. In questa periodo di Quaresima cerchiamo di guardarci intorno, per scorgere e stupirci di ciò che c’è di bello attorno a noi.
Chiediamo al buon Dio di aumentare la nostra fede, per comprendere pienamente le sue parole: Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!»

 

RICORDO, CHE MERCOLEDÌ MATTINA, IL SANTO PADRE RIPRENDERÀ LA CATECHESI SETTIMANALE, CHE  SARÀ POSSIBILE SEGIURE IN DIRETTA SU QUESTE PAGINE DALLE ORE 10.24.

BUONA QUARESIMA!

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