DOMENICA 26 APRILE 2015 – IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)

Come muoversi nel blog lampada

 

 

DOMENICA 26 APRILE 2015
IV DOMENICA DI PASQUA (ANNO B)

Liturgia della Parola

Antifona d’ingresso
Della bontà del Signore è piena la terra;
la sua parola ha creato i cieli. Alleluia.
Colletta
Dio onnipotente e misericordioso,
guidaci al possesso della gioia eterna,
perché l’umile gregge dei tuoi fedeli
giunga con sicurezza accanto a te,
dove lo ha preceduto il Cristo, suo pastore.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

Oppure:
O Dio, creatore e Padre,
che fai risplendere la gloria del Signore risorto
quando nel suo nome è risanata
l’infermità della condizione umana,
raduna gli uomini dispersi nell’unità di una sola famiglia,
perché aderendo a Cristo buon pastore
gustino la gioia di essere tuoi figli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA
At 4,8-12  
Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro:
«Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato.
Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo.
In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati».

Parola di Dio

Salmo responsoriale
Sal 117
La pietra scartata dai costruttori è divenuta la pietra d’angolo.
Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore
che confidare nei potenti.

Ti rendo grazie, perché mi hai risposto,
perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta la pietra d’angolo.
Questo è stato fatto dal Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.

Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Rendete grazie al Signore, perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.

SECONDA LETTURA
1Gv 3,1-2
Dalla prima lettera di san Giovanni apostolo

Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui.
Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.

Parola di Dio

Alleluia, alleluia.
Io sono il buon pastore, dice il Signore,
conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me.
Alleluia.

VANGELO
Gv 10,11-18
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio».

Parola del Signore

Breve riflessione personale:
risorto 2«Io sono il buon pastore».

Gesù si definisce Buon Pastore perché al tempo e nei luoghi in cui è vissuto si viveva grazie alle greggi. Mi permetto di provare ad attualizzarlo (spero che il Signore non si offenda).
Gesù oggi potrebbe dire: “Io sono il buon amico!” L’amico vero è chi ti conosce bene, a cui non hai bisogno di dire molto, perché da uno sguardo sa già come stai. L’amico non scappa nel momento di difficoltà, ma ti sta accanto, ti sostiene, porta anche lui il tuo peso per farti fare meno fatica. L’amico è colui che ti può fare da guida: nel momento che si accorge di un tuo errore, ha il dovere di dirtelo, perché tu possa crescere e migliorarti.
Gesù è talmente amico di ciascuno di noi che ha donato la vita affinché noi fossimo liberati in maniera definiva dalla morte.
Allora mi chiedo: Io riesco davvero ad essere un buon amico? Sono in grado di amare senza desiderare nulla in cambio o a volte sono amico soltanto per interesse? A che punto è la mia amicizia con il Signore?

Nella seconda parte della parabola Gesù dice: «E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare». Spesso noi cristiani rimaniamo chiusi nel nostro recinto avendo la presunzione di essere i preferiti di Dio, ma tutti siamo suoi figli, non dimentichiamocelo.


BUONA SETTIMANA A TUTTI!!!
Pace e Bene. Luca

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